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Shining Science
Una stanza piena di pazienti infetti non è riuscita a diffondere l'influenza ad altri presenti nella stanza, secondo un nuovo studio. 🤯
In uno studio che sembra l'inizio di un thriller pandemico, i ricercatori dell'Università del Maryland hanno collocato studenti universitari infetti dall'influenza in una stanza d'albergo confinata con volontari sani.
Nonostante ore di aria condivisa e contatti ravvicinati senza maschere, non un singolo partecipante sano ha contratto il virus. I risultati, pubblicati in PLOS Pathogens, sfidano le assunzioni consolidate su quanto facilmente si diffonda l'influenza in ambienti chiusi. Sebbene i donatori infetti avessero cariche virali elevate nelle loro cavità nasali, la mancanza di trasmissione suggerisce che la semplice prossimità potrebbe non essere il principale fattore di rischio che una volta credevamo.
La chiave di questo risultato inaspettato risiede in tre fattori: flusso d'aria, tosse e età dei partecipanti. Poiché gli studenti infetti tossivano raramente, una quantità significativamente minore di virus è stata aerosolizzata nell'ambiente. Nel frattempo, la costante circolazione dell'aria proveniente da riscaldatori e deumidificatori ha diluito le particelle virali rimanenti, impedendo loro di raggiungere concentrazioni infettive. Questi risultati sottolineano che migliorare la qualità dell'aria interna attraverso la ventilazione e purificatori portatili potrebbe essere altrettanto vitale quanto il distanziamento fisico. Per coloro che si trovano in ambienti ad alto rischio, lo studio rafforza che, mentre la qualità dell'aria è un potente scudo, una maschera N95 rimane la difesa standard d'oro quando è presente la tosse.
Fonte: Università del Maryland. (2026). Valutazione dei modi di trasmissione dell'influenza (EMIT-2): approfondimenti dalla mancanza di trasmissione in un trial di trasmissione controllato con donatori infetti naturalmente. PLOS Pathogens.

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🚨 La ricerca mostra che lamentarsi ripetutamente ristruttura fisicamente il tuo cervello per dare priorità allo stress e alla negatività.
Il modo in cui parliamo delle nostre sfide quotidiane fa più che semplicemente sfogare la frustrazione; altera fisicamente l'architettura del cervello.
Quando ci impegniamo in lamentele croniche, attiviamo ripetutamente le reti neurali responsabili della rilevazione delle minacce e dell'elaborazione dello stress.
Attraverso il processo biologico della neuroplasticità, questi circuiti diventano più forti e più efficienti ogni volta che vengono utilizzati. Essenzialmente, il cervello impara a diventare più abile nel trovare motivi per essere infelice, trasformando un'umore temporanea in una predisposizione biologica permanente verso la negatività e il pensiero basato sulla paura.
Poiché questi percorsi negativi diventano l'impostazione predefinita del cervello, gli individui spesso sperimentano un aumento misurabile dei livelli di stress di base e della volatilità emotiva. Questa sensibilità aumentata significa che anche piccole inconvenienze possono scatenare una risposta di stress intensa perché il cervello è stato condizionato a interpretare il mondo attraverso una lente di minaccia. I risultati discussi dalla Stanford University School of Medicine sottolineano che, sebbene questo meccanismo sia potente, comprendere la scienza delle neuroscienze affettive è il primo passo per reindirizzare consapevolmente quei percorsi verso schemi emotivi più resilienti.
Fonte: Stanford University School of Medicine. (2023). Plasticità Neurale e l'Impatto dei Modelli di Pensiero Negativi sulla Regolazione Emotiva. Stanford Medicine News.

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⚡Gli scienziati hanno trasmesso con successo elettricità attraverso l'aria utilizzando onde sonore ultrasoniche e fasci di laser.
La Finlandia si sta posizionando all'avanguardia di una rivoluzione energetica senza fili, con ricercatori dell'Università di Helsinki e dell'Università di Oulu che stanno pionierando metodi per trasferire elettricità senza cavi fisici.
Uno degli sviluppi più sorprendenti coinvolge l'uso di onde sonore ultrasoniche ad alta intensità per creare percorsi invisibili attraverso l'aria, guidando efficacemente le scintille elettriche lungo un percorso controllato.
Sebbene attualmente sia in fase sperimentale, questa tecnologia del 'filo acustico' potrebbe eventualmente consentire connessioni elettriche senza contatto e interfacce intelligenti che funzionano interamente senza spine o cablaggi tradizionali.
Oltre all'energia guidata dal suono, l'innovazione finlandese sta anche sfruttando la luce e le radiofrequenze per risolvere complesse sfide energetiche. Il settore privato sta sviluppando sistemi 'power-by-light' che utilizzano laser ad alta potenza per trasmettere elettricità a ricevitori remoti, fornendo un'isolamento galvanico critico per ambienti pericolosi come le centrali nucleari e le stazioni ad alta tensione. Allo stesso tempo, i progressi nella raccolta di radiofrequenze stanno trasformando le onde ambientali in 'Wi-Fi per l'energia', potenzialmente eliminando la necessità di milioni di batterie usa e getta nei sensori IoT a bassa potenza. Insieme, queste tecnologie segnalano un cambiamento verso un'infrastruttura più flessibile e senza cavi per l'industria globale.
Fonte: Università di Helsinki. Trasmissione di Elettricità Senza Fili: Scoperte in Potenza Acustica e Basata su Laser. Notizie dell'Università di Helsinki.

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