Si profila una grave crisi dell'offerta di rame, e questa è strutturale, non ciclica. Recenti analisi di S&P Global nel rapporto "Copper in the Age of AI" prevedono che la domanda globale aumenterà da circa 28 milioni di tonnellate nel 2025 a 42 milioni di tonnellate entro il 2040, spinta dalla domanda economica, dalla transizione energetica e dall'aggiunta (energie rinnovabili, veicoli elettrici, espansione della rete), dall'AI e dai data center, e dalla difesa. A questo si aggiunge un'offerta limitata, e si stima che il deficit raggiunga i 10 milioni di tonnellate all'anno entro il 2040, anche con l'offerta secondaria di rame riciclato. Ciò crea seri rischi per la transizione energetica, la crescita tecnologica e l'economia più ampia, rendendo il rame una risorsa strategica cruciale. Con l'offerta di rame limitata, l'innovazione e la sostituzione con alluminio e altri componenti potrebbero essere fondamentali. Gli Stati Uniti sembrano al sicuro per ora, con grandi riserve e risorse, ma la Cina controlla una quota significativa dell'industria di lavorazione del rame. Cosa pensi che significhi questo per altre materie prime e per l'inflazione e la crescita complessive?